icona russa del sec. XVII, riadesione degli strati pittorici


L'icona raffigurante San Nicola era interessata in numerosi punti della superficie dal sollevamento del film pittorico, ridotto in scaglie, tipiche della craquelure che si forma per una riduzione dell'adesione al sostrato in gesso e colla, per il cambiamento delle tensioni tra policromia (tecnica della tempera all'uovo) e supporto dovute a sbalzi di temperatura e umidità relativa.

Nel particolare si notano le scodellature dello strato superficiale e le numerose cadute di colore, dentro le lacune si può osservare a volte il colore del gesso di preparazione del supporto.

Con l'infiltrazione tramite ago di siringa e tramite imbibizione per capillarità di colla di storione al 5%, si è potuto far riaderire le scaglie con una spianatura molto delicata, e in seguito colmare le lacune millimetriche con un impasto di gesso e colla di coniglio. Le microfotografie sono state prese ad un ingrandimento superiore al 50x
Si è proceduto ad un minimo intervento di ritocco pittorico solo nelle lacune stuccate, con colori ad acquerello
L'intervento ha mirato a consolidare principalmente lo strato superficiale pittorico e a ridurre al minimo ogni inserzione di carattere estetico, solamente per adeguare la percezione ad un unitario quadro compositivo 

After sunset, coast of Kent - un acquerello di W.S. Cooper, 1883



L'acquerello è stato montato su un cartone rigido con passepartout, con colla di origine animale sia su tutta la superficie del verso che sui bordi dell'originale sul recto, lasciando sull'opera delle macchie molto resistenti e deturpanti.
Il verso del cartone di supporto, fortemente acido

Si è proceduto con una sgommatura dello sporco superficiale utilizzando una spugnetta di lattice morbida

La rimozione delle tracce di colla animale è avvenuta con specilli di cotone inumiditi di saliva artificiale e punta di bisturi, dopo aver agito anche con gel rigido di agarosio


L'opera è stata reinquadrata mettendo in risalto tutta la superficie nuovamente visibile, montata su cartone neutro per la conservazione in fibra di cotone

Un acquerello inglese, fine sec. XIX

L'acquerello è montato su un cartone fortemente acido, su tutta la superficie del verso. Una serie di aloni ossidati e bruniti al centro, veicolati dal cartone e prodotti probabilmente da una colatura di umidità, ha compromesso la lettura ottimale dei pigmenti.

Il verso del cartone che presenta una macchia fortemente brunita dall'ossidazione, che ha trasferito per contatto sull'opera un alone bruno. Il cartoncino è stato rimosso e conservato dopo deacidificazione e controfondatura su carta giapponese.
Primo risultato dell'operazione di abrasione a secco del cartone di montaggio. Successivamente si è nebulizzata una soluzione di Borane-tert-butylamine complex (BTB) al 2% in alcool etilico al 99%, per favorire un processo di ossido-riduzione e deacidificazione, e complementare effetto di leggero sbiancamento
L'acquerello è stato spolverato con pennellessa morbida e poi leggermente sgommato da sporco superficiale in molti punti sia con polvere di gomma naturale che con l'utilizzo di spugnetta in lattice.
L'opera è stata ritoccata con un gessetto bianco nelle zone centrali laddove rimanevano tracce di aloni bruni
L'opera è stata montata su cartone neutro per la conservazione e incorniciata da passepartout dello stesso materiale

Dipinto su tela strappata e deteriorata, sec. XIX

Il dipinto presenta uno strappo esteso, alcune lacune, diverse abrasioni superficiali, e un forte imbrunimento della vernice protettiva. Non risultano segni di un precedente intervento, il telaio è originale. 

Nel dettaglio si può notare lo squarcio e il grado di aridità della tela originale, probabilmente di cotone o canapa, con tessitura fitta e regolare, senza sfilacciature ai bordi della lacerazione. Lo sporco superficiale e l'annerimento della vernice non permettono di apprezzare l'incarnato e il tratto delicato.

Si è proceduto a rinsaldare lo strappo e supportare la tela originale con una tela di tessuto non tessuto, applicata con adesivo plexisol su tavolo aspirante.
Dopo la pulitura, avvenuta con un gel acquoso di soluzione chelante a PH 8, si è proceduto alla stuccatura delle numerose lacune con un impasto di gesso e colla animale.

Il dipinto è stato ritensionato sul suo telaio originale ed è stato scelto un ritocco a puntini con colori ad acquerello e una verniciatura protettiva con vernice da ritocco.

50 acqueforti di un libro perduto sulla vita di San Gaetano. Chiesa dei Tolentini, Venezia

18 delle numerose stampe erano incollate in serie su una carta moderna, accompagnate da cartigli scritti a mano con inchiostro bruno
lo stato di degrado era molto avanzato: mancanze e lacune dovute all'attacco di insetti, sporco superficiale, colonie di funghi, macchie e gore d'umidità. 
in alcuni casi la struttura della cellulosa era compromessa da un forte degrado biologico, che portava allo sfarinamento della superficie grafica 
Si è utilizzato il gel rigido di Gellano per tutte le operazioni di lavaggio, deacidificazione, ossidoriduzione, e distacco delle carte collate con colle animali
i cartigli sono stati controfondati su carta giapponese per essere poi allegati ai supporti di accompagnamento di ciascuna acquaforte, restaurata e risarcita in ogni sua lacuna.
La scatola di conservazione di ogni singolo foglio accompagnato dal suo cartiglio e da un supporto in carta barriera, è stata costruita con cartone neutro e foderata di carta giapponese decorata con la tecnica del suminagashi

Miniatura su avorio, sec. XIX

la miniatura su sottile lastra di osso, mm 40x30,
era spezzata probabilmente perché
incastonata troppo serratamente
in una cornice di ottone.

Si nota la superficie fortemente abrasa
dall'uso, e la prima iniziale fase
di controfondatura su carta giapponese
di media grammatura e colla metilcellulosica
La miniatura è stata ricomposta
sul fondo di carta giapponese
La miniatura è stata integrata
nelle zone abrase con punta
di pennello 000 e acquerello,
con l'aiuto di lenti a forte
ingrandimento

Dipinto di scuola napoletana, sec. XVII


Il dipinto è stato riquadrato 
secondo dimensioni più piccole 
e presenta lacerazioni e numerose abrasioni,
 coperte da uno strato spesso di vernice, 
ormai fortemente alterata

La pulitura è avvenuta dapprima
 con chelanti gelificati, poi con miscele
 di solventi neutri adeguati ai risultati 
del test di Cremonesi-Wolbers: Etanolo-Mek 50/50

L'utilizzo di un tavolo aspirato 
a bassa pressione e di un telaio per tendere
 la tela con una serie di elastici durante 
la fase di consolidamento, ha permesso
 di utilizzare una concentrazione minima
 di colla di storione, sul verso,
 ed effettuare l'incollaggio di fasce
 perimetrali e toppe di rinforzo dietro agli strappi.

La fase finale del ritocco, nel quale 
si sono utilizzati colori a vernice seguendo
 il metodo del puntinato, ha rispettato 
il minimo intervento su abrasioni 
e lacune stuccate con impasto 
di gesso di Bologna e colla di coniglio.

pergamena miniata, XV sec. Fondazione G. Cini, Venezia

l'in-folio conserva una pregiata miniatura,
sul retro della quale è incollata una striscia
di carta usata per il montaggio in passepartout

utilizzo sul verso di un gel rigido di agar-agar,
per permettere il distacco della fascia incollata
e non indurre la pergamenta a subire stress
per apporto di umidità eccessiva
la colla animale, rigonfiata, ha permesso
il distacco della braghetta in completa sicurezza

particolare durante la fase di pulitura dalla colla

risarcimento delle piccole lacune dovute
ad ossidazione dell'inchiostro, utilizzando carta
giapponese e colla carbossimetilcellulosica




pannello a collage di Joseph Cornell, Peggy Guggenheim Collection Venezia

il pannello è composto da un collage
 di numerosi ritagli di fotografie,
 cartoline e illustrazioni di riviste,
 spesso strappate, accartocciate,
 con piccole macchie e gore 

particolare durante la sutura di uno strappo in una foto

stesso particolare dopo il restauro

particolare del retro - vecchie toppe e braghette
incollate con colla di gelatina,
e le nuove braghette in carta giapponese
 e colla metilcellulosa


pulitura e restauro di un disegno francese del XX sec.

carta fortemente brunita, estremamente leggera,
con con residui di colla
utilizzata per il montaggio su passepartout

dopo il restauro, che ha utilizzato il gore-tex
per ottenere una lenta e graduale umidificazione

durante il restauro, in cui un foglio di carta assorbente
serve a eliminare alcuni aloni e gore lungo i bordi

miniatura su tavoletta, XVIII sec.

lacune e preoccupanti sollevamenti dello strato pittorico

riadesione della pellicola pittorica con l'utilizzo di colla di storione.
Ritocco all'acquerello con selezione cromatica.